Acquarica del Capo

Acquarica del Capo è un piccolo centro agricolo nell’entroterra, a pochi chilometri da Torre Vado e da Posto Vecchio, confinante con il comune di Presicce. Qui il territorio è stato un tempo dominato dagli acquitrini e dalle paludi, che ancora oggi caratterizzano i dintorni del piccolo comune salentino.

Un tempo è stato un importante centro feudale, come testimonia il possente torrione circolare, unica testimonianza rimasta del possente Castello Normanno che dominava n tempo su queste terre.

E’ una bella escursione da compiersi in giornata se soggiornate sul lungomare ionico tra Torre Vado e le marine di Salve, anche per procurarsi uno degli oggetti caratteristici dell’artigianato locale, tuttora fiorente.

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Qui infatti, proprio per la conformazione acquitrinosa da sempre cresce rigoglioso il giunco, con cui in paese si confezionano gli oggetti di uso comune come ceste, panieri, ed i vari contenitori che un tempo erano assolutamente indispensabili nella vita e nell’economia agricola.

Oggi tali oggetti sono stati sostituiti da prodotti in plastica, ciononostante ad Acquarica del Capo la lavorazione del giunco prosegue come un tempo, magari non più per produrre oggetti di uso quotidiano, ma per prodotti da decorazione e di ornamento.

Come tutte le tradizioni popolari anche quella della lavorazione del giunco ha la sua ritualità ed una gestualità antica rimasta immutata dalla notte dei tempi.

Da visitare nei dintorni la monumentale Masseria di Celsorizzo, con una grande Torre Colombaia e l’antica Cappella di San Nicola, risalente all’undicesimo secolo al cui interno un affresco del Cristo di chiara origine greca, come attestano le iscrizioni in greco presenti sul dipinto.

La spiaggia di Pescoluse

A pochi chilometri da Posto Vecchio si trova una delle spiagge che hanno reso questi paraggi una delle mete attualmente maggiormente amate da coloro che si recano in vacanza in Salento, la spiaggia di Pescoluse.

Della sua magnificenza è testimonianza già il soprannome con il quale oramai viene chiamata persino nei depliants delle agenzie viaggi, “Maldive del Salento”, un chiaro riferimento alla sua bellezza ed al suo fascino che non hanno proprio niente da invidiare alle ben più famose e blasonate spiagge dei mari tropicali.

La località di Pescoluse è formata da un piccolo agglomerato urbano, in cui praticamente non vive nessuno se non durante il periodo estivo, quando l’area si popola di migliaia di turisti che qui trovano una sistemazione tra le tante opportunità di ville e villette, case vacanze ed appartamenti in affitto per l’estate.

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Dai confini di Torre Vado a Torre Pali, la prima delle Marine di Salve sono più di 8 chilometri di spiaggia, circondata da alte dune di sabbia, un panorama esclusivo che farà la gioia anche di coloro che non sono avvezzi alle località affollate ed ai bagni di folla. Qui infatti, a parte nelle aree confinanti con i paesi circostanti, dove si possono trovare spiagge attrezzate, non ci sono stabilimenti balneari che in alcuni punti, il che significa che ci si può gustare mare e sole nella più assoluta tranquillità.

Il fondale basso e digradante con dolcezza verso il largo rappresenta inoltre un’ottima opportunità per i nuotatori meno provetti e per le famiglie con bambini piccoli.

Alessano

Alessano è un piccolo paese dalle origini medievali, sebbene nell’area probabilmente vi era già la presenza dell’uomo in epoche più remote.
E’ un paese affascinante che si può raggiungere da Posto Vecchio comodamente perchè non dista più di una quindicina di chilometri.


Chi vuol provare l’emozione di trascorrere una giornata nel labirintico intrico di stradine e vicoli  tipico delle cittadine medievali troverà in Alessano la meta ideale.

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Della sua lunga storia, restano testimonianza diversi edifici, molti dei quali risalenti al sedicesimo secolo, un epoca in cui il paese ebbe una certa importanza come centro commerciale e mercantile della zona. Tra gli edifici civili il Palazzo Ducale, esempio di fortezza trasformata in dimora signorile nel corso dei secoli, ed il rinascimentale Palazzo Legari. Ancora, tra gli edifici più interessanti il Palazzo San Giovanni, con la sua elegante facciata con un motivo bugnato a punta di diamante.
Tra gli edifici religiosi la Chiesa Matrice, chiamata anche Collegiata, dedicata a San Salvatore, con pregiati altari barocchi ed alcune tele seicentesche e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, risalente al sedicesimo secolo.
Molto interessante nei dintorni di Alessano il villaggio rupestre di Macurano, dove si trovano due frantoi ipogei ancora oggi utilizzati, luogo di residenza dei monaci basiliani approdati in Puglia dopo la fuga dalle loro terre perchè perseguitati ed insediatisi qui grazie alla fertilità del suolo che permetteva fiorenti attività agricole.
Alessano gode anche di una certa fama conquistata grazie alla produzione del vino, con le vigne dislocate sul versante più alto delle Serre Salentine, la Serra dei Cenci, dove si coltiva un vitigno che prende il nome proprio dal paese, il Bianco d’Alessano.

Il Centopietre di Patù

Da Posto Vecchio una delle attività più interessanti per chi ha deciso di stabilirsi qui durante le sue vacanze nel Salento è sicuramente l’esplorazione dell’entroterra, qui ricco di località di indubbio fascino che raccontano una tradizione ed una storia molto antiche.

Tra le mete da raggiungere poco lontane e che si possono visitare nell’arco di una giornata il piccolo paese di Patù rappresenta una delle più interessanti.

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E’ un comune piccolissimo, il più piccolo della provincia di Lecce, le cui origini risalgono a prima dell’anno mille, quando le razzie e le devastazioni dei saraceni spingevano la popolazione a rifugiarsi nell’entroterra, più lontano dalla costa e quindi relativamente più protetto.

A Patù si può ammirare un monumento molto caratteristico, il Centopietre.

E’ un edificio la cui funzione resta ancora oggi sconosciuta. Probabilmente, così almeno alcune fonti riportano, era una tomba dedicata ad un cavaliere cristiano, Geminiano, che era stato inviato come messaggero presso i saraceni e da questi era stato trucidato. Una volta riconquistate le spoglie del cavaliere lo si sarebbe sepolto proprio all’interno del Centopietre.

L’architettura si presenta come una costruzione alta meno di tre metri, sapientemente costruita con grosse massi di pietra tufacea squadrati ed assemblati insieme senza l’uso di alcun cemento o calce. Le pietre usate per la costruzione sono esattamente cento, da qui il nome dell’edificio.

Nel corso della sua storia è stato usato anche come luogo di culto cristiano, come dimostrano le tracce di affreschi sulle pareti, ormai purtroppo semi cancellate.

Patù e anche il comune della marina di San Gregorio nel Salento

Lido Marini

A pochi chilometri da Posto Vecchio, spingendoci verso nord si incontrano le prime marine di Ugento, tra le quali La marina di Lido Marini è la più celebre, non solo per la bellezza, ma soprattutto per essere la località di più grande richiamo turistico del territorio circostante.

Questo sviluppo dell’industria turistica a Lido Marini è relativamente recente, non più di una ventina d’anni, e quindi le strutture di accoglienza sono moderne.

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Il panorama è classico del litorale di questo tratto di costa ionica del Salento, una linga linea di dune sabbiose fanno da anfiteatro alle lunghe distese di sabbia dorata che si affacciano sul mare limpido e cristallino.

Le sue caratteristiche di comodità e di facile accesso al mare, i cui fondali digradano docemente nelle acque trasparenti fanno di questa località una meta particolarmente apprezzata dalle famiglie con bambini che qui possono nuotare, sotto l’occhio vigile dei genitori ma in tutta sicurezza.

Intorno alle spiagge una serie di recenti inurbamenti accolgono i visitatori ed i turisti con una moltitudine di soluzioni abitative, villette, appartamenti e case vacanze, residence pensioni ed alberghi. I campeggiatori potranno trovare accoglienza tra le fresche fronde della pineta che si trova appena alle spalle della fila di dune.

Al largo davanti alle spiagge le “secche di Ugento”, un tratto di mare particolarmente insidioso per i naviganti, e lungo il litorale e nell’entroterra dei bacini idrici nati quando i terreni di quest’area erano particolarmente paludosi. Dell’origine di zona umida rimangono diverse esempi della vegetazione e della fauna tipica dei litorali paludosi, tra i quali diverse specie di uccelli migratori.

Torre Suda

Torre Suda si trova nel comune di Racale, nel Salento che si affaccia sulla costa ionica, a poca distanza da Torre San Giovanni e Capilungo, sulla litoranea che dall’estremo sud della penisola salentina percorre la costa fino a raggiungere Gallipoli.

La torre in se è particolarmente suggestiva, con i suoi 13 metri di altezza e con lo scalone he porta direttamente al primo piano. Il nome della stessa, Torre Suda, sembra derivare dal fatto che una volta smesse le sue funzioni di baluardo militare l’edificio fosse stato sigillato e fatto diventare una cisterna. La trasudazione dell’acqua tra le pietre avrebbe dato a chi la guardava l’impressione appunto che la torre stesse sudando.

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Il litorale non ha niente da invidiare alle località vicine, una serie di belle spiagge e di baie moto piacevoli in cui trascorrere le giornate, con la folta macchia mediterranea che si estende alle spalle del litorale e che spande i suoi fragranti profumi e le acque limpide e cristalline del mare.

Questa località, sebbene nel culmine del periodo estivo sia affollata al pari delle altre spiagge vicine, conserva ancora una certa tranquillità, è particolarmente adatta quindi per coloro che pur non disdegnando la folla, preferiscono trovare un ambiente rilassato e calmo.

All’interno merita una visita il paese di Racale, dove si trova un bel Castello Baronale e diverse chiese interessanti come Chiesa Madonna dei Fiumi, Chiesa di Santa Maria de Paradiso, Chiesa S.M. La Nova, che conservano pregevoli affreschi e tele, ed i dintorni, dove si possono ammirare alcune pittoresche costruzioni rurali fatte con pietre a secco, i “caseddhi”.

La Palude del Capitano

Una delle caratteristiche del litorale che da Torre Vado si inoltra verso nord ovest, in direzione di Gallipoli è quello di essere stato in passato una zona ampiamente dominata da una serie di paludi ed acquitrini che solo con immensi sforzi ed un lavoro lungo, durato secoli, l’uomo è riuscito a bonificare gli stagni e le zone paludose, pericolose per la vita dell’uomo perchè ricettacolo di malattie, in primo luogo della temibile malaria.

Intorno alle marine di Salve si possono ancora vedere i bacini idrici ricavati per convogliare le acque e controllarne la diffusione sul terreno.

I terreni bonificati sono diventati un’ottima zona agricola, mentre in alcune aree le zone umide sussistono ancora, permettendo lo sviluppo della vegetazione tipica di questi ecosistemi, giuncheti e canneti.

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La Palude del Capitano che si trova un po’ più a nord, passata Gallipoli e la splendida riserva naturale di Porto Selvaggio, rappresenta una delle località dove meglio si può ammirare questa particolare vegetazione, e tutta la fauna che vi trova dimora, in particolare le diverse specie di uccelli migratori che sostano qui in attesa di compiere il lungo volo che li porterà a destinazione.

Se diversi bacini dell’area sono artificiali, costruiti durante i lavori di bonifica, la Palude del Capitano è invece un bacino d’acqua formatosi naturalmente, dallo sprofondamento della parte superiore di una grande caverna sotterranea a causa dell’erosione delle acque, che ha formato così l’alveo entro il quale sono convogliate le acque di una sorgente d’acqua dolce e del mare poco distante.

Oggi la palude si trova all’interno del Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, una delle mete più interessanti per gli appassionati di paesaggi naturali.

Il Dolmen Argentina

Salve è stato un territorio ampiamente abitato durante la preistoria, e di ciò vi è dimostrazione nei ritrovamenti archeologici sparsi sul territorio.

Dolmen e menhir, specchie e antichi insediamenti pullulano nell’entroterra, a dimostrazione che già in epoche remote diverse forme di civiltà risiedevano nell’area. Quale fosse la funzione di queste edifici e pietre megalitiche infisse nel terreno ancora non si sa, anche se alcuni indizi, come il fatto di avere una faccia sempre orientata verso il sole ed il fatto di aver ritrovato, in qualche caso, frammenti di vasellame ed altri reperti, facciano pensare sia a luoghi di culto pagani sia a luoghi di sepoltura.

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Di particolare interesse è il Dolmen Argentina, una costruzione decisamente arcaica che si sviluppa nel sottosuolo, probabilmente un’antica tomba o monumento funebre, viste le ridotte dimensioni dello spazio interno, alto appena 1,80 metri, di cui i ¾ sotto terra.

L’ingresso è costituito da una serie di grandi massi che fungono da architravi d’ingresso e da copertura, e sono ancora visibili gli scalini che permettevano la discesa al vano sotterraneo. Una teoria molto quotata vuole che, nonostante il dolmen sia analogo a tanti altri ritrovati in Sicilia, in Sardegna, e persino in Spagna, a Minorca, questo in particolare sia di epoca molto più tarda, forse addirittura medievale, rappresentando, se così fosse, un prova che le costruzioni megalitiche non sarebbero scomparse del tutto ma che la loro tradizione sia perdurata nel tempo ben più a lungo di quello che fino ad oggi si è immaginato.

Il Dolmen Argentina si trova a poca distanza dalla Marina di Pescoluse, a pochi metri dalla litoranea che da Gallipoli porta a Santa Maria di Leuca.

Specchia

Una vacanza in Salento non si riduce esclusivamente agli splendidi litorali che tra scogliere e lunghe spiagge rappresentano un paradiso per gli amanti del mare che qui trovano sicuramente soddisfatti tutti i loro desideri di acque pulite, fondali pittoreschi, morbide spiagge ed insenature da levare il fiato.

Il Salento ha anche tanto da offrire per chi si sposta a visitare l’entroterra, dovo sono tantissimi i paesi e le cittadine che hanno ognuna qualcosa di interessante da mostrare al visitatore.

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Tra questi vi è anche Specchia, un comune che si trova tra Miggiano e Tricase, a poca distanza dalla costa ionica del Salento.

Un paese antico, risalente all’anno mille su precedenti insediamenti, che possiede una serie di bei palazzi notarili di notevole eleganza risalenti al 1500, come Palazzo Balsamo, Palazzo Teotini, ed al seicento, come Palazzo Ripa, Palazzo Orlandi Pisanelli e Palazzo Orlandi Pedone.

Tra gli edifici religiosi merita una visita alla Chiesa Madre, dedicata alla Presentazione della Beata Vergine Maria, un edificio settecentesco con altari e decorazioni in puro stile barocco.

La Chiesa di San Nicola è molto antica, risalente al 1100 probabilmente, e costruita secondo i dettami dell’architettura bizantina, al cui interno si trova un affresco cinquecentesco raffigurante una Madonna con Bambino.

Interessante anche il Castello cinquecentesco, trasformato nel corso dei secoli in residenza feudale e signorile, della cui antica funzione difensiva resta la Torre Merlata.

Per chi ama i paesaggi naturali una bella escursione sulla Serra Magnone, dominata dalla Masseria del Monte da cui si può ammirare, fino a dove arriva lo sguardo, la piana e le colline verdeggianti di ulivi.

Ruggiano

Ruggiano è una piccola frazione del comune di Salve, a poca distanza da Posto Vecchio. Piccola ma con diversi monumenti interessanti che ne fanno una località da visitare assolutamente se siete nei dintorni.

Innanzitutto da vedere il Santuario di Santa Marina, con la sua particolare facciata divisa perfettamente in due da una lesena centrale, con due portali di ingresso riccamente decorati in stile barocco e sovrastati da due finestroni anch’essi decorati. La struttura originale della facciata continua con le due navate interne, tra

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le quali si possono ammirare un prezioso altare in marmo sovrastato da un affresco raffigurante Santa Marina.

Della santa è presente anche una statua in legno, particolarmente conosciuta perchè meta delle visite dei pellegrini che qui si recavano per guarire da una malattia particolarmente insidiosa, l’itterizia. Tale malattia era legata ad una credenza popolare che voleva che il malato fosse stato colpito dal male a causa del fatto di aver orinato contro l’arcobaleno che avrebbe così infettato il suo sangue colorandolo di giallo.

Tale credenza non è diffusa solo qui ma anche in altre parti d’Italia, e la tradizione di Ruggiano vuole che i pellegrini, prima di entrare nel santuario per liberarsi dal male avrebbero dovuto orinare sotto qualche struttura a forma di arco, recitando versi.