La Palude del Capitano

Una delle caratteristiche del litorale che da Torre Vado si inoltra verso nord ovest, in direzione di Gallipoli è quello di essere stato in passato una zona ampiamente dominata da una serie di paludi ed acquitrini che solo con immensi sforzi ed un lavoro lungo, durato secoli, l’uomo è riuscito a bonificare gli stagni e le zone paludose, pericolose per la vita dell’uomo perchè ricettacolo di malattie, in primo luogo della temibile malaria.

Intorno alle marine di Salve si possono ancora vedere i bacini idrici ricavati per convogliare le acque e controllarne la diffusione sul terreno.

I terreni bonificati sono diventati un’ottima zona agricola, mentre in alcune aree le zone umide sussistono ancora, permettendo lo sviluppo della vegetazione tipica di questi ecosistemi, giuncheti e canneti.

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La Palude del Capitano che si trova un po’ più a nord, passata Gallipoli e la splendida riserva naturale di Porto Selvaggio, rappresenta una delle località dove meglio si può ammirare questa particolare vegetazione, e tutta la fauna che vi trova dimora, in particolare le diverse specie di uccelli migratori che sostano qui in attesa di compiere il lungo volo che li porterà a destinazione.

Se diversi bacini dell’area sono artificiali, costruiti durante i lavori di bonifica, la Palude del Capitano è invece un bacino d’acqua formatosi naturalmente, dallo sprofondamento della parte superiore di una grande caverna sotterranea a causa dell’erosione delle acque, che ha formato così l’alveo entro il quale sono convogliate le acque di una sorgente d’acqua dolce e del mare poco distante.

Oggi la palude si trova all’interno del Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, una delle mete più interessanti per gli appassionati di paesaggi naturali.

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