Il Centopietre di Patù

Da Posto Vecchio una delle attività più interessanti per chi ha deciso di stabilirsi qui durante le sue vacanze nel Salento è sicuramente l’esplorazione dell’entroterra, qui ricco di località di indubbio fascino che raccontano una tradizione ed una storia molto antiche.

Tra le mete da raggiungere poco lontane e che si possono visitare nell’arco di una giornata il piccolo paese di Patù rappresenta una delle più interessanti.

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E’ un comune piccolissimo, il più piccolo della provincia di Lecce, le cui origini risalgono a prima dell’anno mille, quando le razzie e le devastazioni dei saraceni spingevano la popolazione a rifugiarsi nell’entroterra, più lontano dalla costa e quindi relativamente più protetto.

A Patù si può ammirare un monumento molto caratteristico, il Centopietre.

E’ un edificio la cui funzione resta ancora oggi sconosciuta. Probabilmente, così almeno alcune fonti riportano, era una tomba dedicata ad un cavaliere cristiano, Geminiano, che era stato inviato come messaggero presso i saraceni e da questi era stato trucidato. Una volta riconquistate le spoglie del cavaliere lo si sarebbe sepolto proprio all’interno del Centopietre.

L’architettura si presenta come una costruzione alta meno di tre metri, sapientemente costruita con grosse massi di pietra tufacea squadrati ed assemblati insieme senza l’uso di alcun cemento o calce. Le pietre usate per la costruzione sono esattamente cento, da qui il nome dell’edificio.

Nel corso della sua storia è stato usato anche come luogo di culto cristiano, come dimostrano le tracce di affreschi sulle pareti, ormai purtroppo semi cancellate.

Patù e anche il comune della marina di San Gregorio nel Salento

Il Dolmen Argentina

Salve è stato un territorio ampiamente abitato durante la preistoria, e di ciò vi è dimostrazione nei ritrovamenti archeologici sparsi sul territorio.

Dolmen e menhir, specchie e antichi insediamenti pullulano nell’entroterra, a dimostrazione che già in epoche remote diverse forme di civiltà risiedevano nell’area. Quale fosse la funzione di queste edifici e pietre megalitiche infisse nel terreno ancora non si sa, anche se alcuni indizi, come il fatto di avere una faccia sempre orientata verso il sole ed il fatto di aver ritrovato, in qualche caso, frammenti di vasellame ed altri reperti, facciano pensare sia a luoghi di culto pagani sia a luoghi di sepoltura.

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Di particolare interesse è il Dolmen Argentina, una costruzione decisamente arcaica che si sviluppa nel sottosuolo, probabilmente un’antica tomba o monumento funebre, viste le ridotte dimensioni dello spazio interno, alto appena 1,80 metri, di cui i ¾ sotto terra.

L’ingresso è costituito da una serie di grandi massi che fungono da architravi d’ingresso e da copertura, e sono ancora visibili gli scalini che permettevano la discesa al vano sotterraneo. Una teoria molto quotata vuole che, nonostante il dolmen sia analogo a tanti altri ritrovati in Sicilia, in Sardegna, e persino in Spagna, a Minorca, questo in particolare sia di epoca molto più tarda, forse addirittura medievale, rappresentando, se così fosse, un prova che le costruzioni megalitiche non sarebbero scomparse del tutto ma che la loro tradizione sia perdurata nel tempo ben più a lungo di quello che fino ad oggi si è immaginato.

Il Dolmen Argentina si trova a poca distanza dalla Marina di Pescoluse, a pochi metri dalla litoranea che da Gallipoli porta a Santa Maria di Leuca.